Fumetti e Musica – 1

Leggendo un fumetto è possibile che vi sia capitato di immaginarne un’ideale colonna sonora; oppure, avrete magari pensato che una certa canzone sarebbe stata il giusto commento musicale ad una storia che avete letto. Se questi pensieri vi hanno sfiorato, ecco il primo di una serie di post dedicati ad un possibile connubio tra musica e fumetti.

 

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Chiaramente gli abbinamenti che propongo sono frutto di scelta e gusto personali, quindi prendeteli come spunti per provare a fare lo stesso gioco e suggerire le vostre scelte e le vostre “playlist”.

Voglio cominciare con Martin Mystère.

Il primo brano che ho immaginato potesse attagliarsi al detective dell’impossibile è una canzone di Daniele Silvestri: “Mi interessa”, tratta dall’album “Unò-dué” del 2002.

 

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Il testo sembra descrivere appieno lo spirito di ricerca della conoscenza che si respira nel fumetto: Ci sono stanze piene di pagine / coperte già da cento strati di polvere / se solo si trovasse il modo di leggerle / chissà a quante domande potremmo rispondere e poi…

Silvestri scrive un’esortazione alla conoscenza, all’apertura mentale e stigmatizza la pigrizia quando dice che… restiamo qui, così, come se già / non ci servisse più la storia / non ci servisse più memoria / come se il mondo fosse soltanto materia / restiamo qui, così se è questo che vuoi / senza vedere mai oltre quel poco che hai / accontentandoti sempre di quel poco che sai / soltanto di quel poco che sai

 

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Martin Mystère – creato da Alfredo Castelli © Sergio Bonelli Editore

 

Un ritratto fin troppo rispondente dell’uomo medio moderno e di quella mentalità che Martin Mystère combatte da sempre. Ma, se questo non bastasse, ecco che nei versi successivi viene rincarata la dose: Se ci vedesse il figlio di Atlantide / vedrebbe case grandi e piccole anime / ci troverebbe stretti in piccole formule / lontani dal bisogno di liberarcene e poi… / se ritornasse l’uomo di Neanderthal / magari impazzirebbe davanti a una simmenthal / magari ammirerebbe i miei fiori di plastica / ma se mi domandasse davvero il senso che ha…

E con queste parole la canzone pare scritta apposta per il detective dell’impossibile.

 

Pyramid

 

Un altro brano che potrebbe fare al caso di Martin Mystère potrebbe essere “In the lap of the gods” degli Alan Parsons Project, tratto dall’album Pyramid del 1978. Si tratta di un brano strumentale in cui si avvicendano diverse atmosfere e tessuti sonori che sfociano in una magnifica apertura orchestrale. A ben pensarci l’intero album potrebbe andar bene, ma più per le atmosfere sonore che non per i testi. In questo senso anche molta altra discografia degli Alan Parsons la trovo abbastanza azzeccata, con quel suo misto di musica elettronica, pop e sinfonica che potrebbe sottolineare il mood curioso e ricercato (unito ad un certo “sense of wonder”) di Martin Mystère.

Chiaramente queste scelte sono fatte in linea generale, in relazione al personaggio e all’atmosfera del fumetto; poi si potrebbe fare un discorso più approfondito sulla scelta di brani mirati, per storie specifiche.

E voi, quali brani strumentali o canzoni immaginate per il detective dell’impossibile?

 

 

 

 

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